Search results for " anglosassone"
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'L’episodio di Sigemund nel Beowulf (vv 874b-915)'
2010
'A Difficult School Text in Anglo-Saxon England: The Third Book of Abbo’s Bella Parisiacae urbis', in Leeds Studies in English 37 (2006)
2006
Si prendono in esame le glosse interlineari in inglese antico al terzo libro dei Bella Parisiacae urbis di Abbone di San Germano, attestate da due manoscritti anglosassoni. Le scelte del glossatore sono valutate alla luce delle difficoltà insite nel testo latino di Abbone, particolarmente complesso, specialmente dal punto di vista del lessico, analizzando, in particolare la resa, di analogium, anabola, abacus, abaso, baccaulus, choraula e uxorius. Le rispettive glosse anglosassoni sono esaminate nell’economia dell’intera glossatura e valutate alla luce dell’uso didattico della versione interlineare in volgare. Il numero della rivista è stato dedicato alla Prof. Joyce Hill, già professore or…
'Instructional Manuscripts in England: the Tenth- and Eleventh-Century Codices and the Early Norman Ones'
2007
The essay offers a definition of the kind of manuscript which might have been employed for instructional purposes in late Anglo-Saxon England. The work is based on a complete survey of the content of the Anglo-Saxon manuscripts dating from the tenth to the twelfth century; a full list of such mss is provided in the Appendix. The educational texts in use in the Middle Ages generally occurred within a distinctive category of miscellaneous codices. As far as Anglo-Saxon England is concerned, it is possible to single out a number of ‘instructional’ manuscripts, with diverse but somehow consistent items. The range of educational texts comprised grammar primers as well as some classical and sever…
The Old English term heoru reconsidered
2004
L’articolo prende in considerazione il lessema anglosassone ‘heoru’ e i suoi numerosi composti, allo scopo di dimostrare come il significato di ‘spada’ ad esso attribuito dalla maggior parte dei dizionari e delle grammatiche sia in realtà non del tutto corretto. Alla luce di un’analisi completa dei passi letterari - in tutto il corpus anglosassone - in cui occorrono tali termini, e sulla base anche di un confronto con le kenning anglosassoni ad essi collegate, si dimostra che nella maggior parte dei casi il termine assume, mediante meccanismi di tipo metonimico, dei valori traslati che andrebbero registrati nei dizionari per una efficace comprensione dei testi in questione.
'A Net of Words: Old English net and max'
2008
Il saggio prende in esame tutte le occorrenze di due parole dell’antico inglese, col significato di ‘rete’, net e max. Numerose sono le occorrenze di net e dei suoi composti; la voce, di origine ie, ricorre in tutte le lingue germaniche antiche. La voce max ha invece un numero limitato di occorrenze ed è priva di confronti diretti in ambito germanico. Ricorre tre volte in antico inglese, tutte nel Colloquio di Ælfric. Si studiano anche gli altri termini per ‘rete’ in antico inglese, le loro accezioni e le loro continuazioni in medio inglese. Il saggio è compreso un volume in onore di Tette Hofstra, già professore ordinario di germanistica, ora emerito, presso l’Università di Groningen, al q…
Il Seafarer. La navigatio cristiana di un poeta anglosassone
2010
Recensione del Volume: Il Seafarer. La navigatio cristiana di un poeta anglosassone, “Biblioteca medievale. Saggi, ricerche, edizioni” 2, Roma, Kappa Edizioni, 2008, VIII, 478 pp., con 4 tavole fuori testo, pubblicata su: Speculum, 85:1 (2010), pp. 126-127
Splendori di Sicilia al Victoria and Albert Museum. Relazioni tra collezionismo anglosassonee arti decorative siciliane attraverso le raccolte del De…
2012
Da yfelan ungifa: quando il diavolo ci mette la coda…
2011
Il saggio analizza un'omelia anglosassone del X-XI secolo sui sette doni dello Spirito Santo e i sette doni del diavolo. L'omelia è stata scritta in origine da AElfric e in seguito modificata e ampliata da Wulfstan. Il saggio analizza l'evoluzione del testo, alla luce del rapporto tra i due autori e delle loro caratteristiche individuali, e dimostra come le alterazioni prodotte da Wulfstan siano da interpretare e comprendere sulla base del contesto sociale e politico in cui questi operava, e della missione culturale e religiosa di cui si era fatto paladino.
'Migrating Maps: the Case of the "Three-Dimensional" Diagram for the quinque circuli mundi'
2010
L’articolo prende in considerazione una rappresentazione diagrammatica dei ‘cinque circoli del mondo’ (quinque circuli mundi), descritti nelle opere enciclopediche di Isidoro di Siviglia e Beda. In particolare, l’articolo analizza le rappresentazioni di tali circoli che ci sono pervenute, sia in ambito anglosassone che continentale, allo scopo di delineare la loro genesi e la loro trasformazione nel tempo e nello spazio. L’articolo mostra come tali diagrammi si possano dividere in famiglie distinte, ognuna con delle caratteristiche proprie. Si dimostra, inoltre, come, insieme ai caratteri intrinseci dei diagrammi, si siano anche modificati i contesti di occorrenza, con una ‘migrazione’ che …
'Ælfric’s or Not? The Making of a Temporale Collection in Late Anglo-Saxon England'
2007
L’articolo prende in esame un omeliario anglosassone che sopravvive in due manoscritti (London, British Library, Cotton Faustina A. ix e Cambridge, Corpus Christi College, 302) e che è stato attribuito (almeno per ciò che concerne il nucleo principale) a Ælfric of Eynsham. Nell’articolo si esamina la possibilità che questa attribuzione non sia accurata, dimostrando che le prove finora addotte per giustificare tale attribuzione sono in realtà facilmente confutabili.